Sabato ero al RiminiCamp, un evento a cui ho partecipato anche come moderatore di un panel:  l’obiettivo era di riflettere sull’evoluzione della comunicazione di una PA la domanda ( non da poco eh…) che ha guidato l’evento era:

“Dalle reti civiche ai social media, quali sono i passi da compiere”

Il Programma prevedeva due tavole rotonde.

La prima, moderata da Claudio Forghieri della Rete civica del Comune di Modena e responsabile scientifico di E-Gov, vedeva presenti

Stefano Epifani – Docente presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione Università La Sapienza,

Gianni Dominici – Sociologo e Direttore Generale di FORUM PA,

Ernesto Belisario – Avvocato, e Docente Università della Basilicata e

Laura Sartori – Docente di sociologia Università di Bologna e responsabile di Open Bologna

La seconda, moderata dal sottoscritto, era composta da

Leda Guidi – Iperbole rete civica di Bologna,

Barbara Tonetto – Responsabile Urp Comune di Jesolo

Salvatore Romano- Provincia di Trento

e Tommaso Dionigi -Comune di Cesena.

Entrambe le tavole avevano come linee guida domande anche più pratiche, tra visioni e progetti concreti.

  1. quali passi da fare per riorganizzare un sito web di una PA al tempo dei media sociali?
  2. Governement 2.0 e partecipazione dei cittadini:  quali passi per creare a Rimini un ambiente di hackers civici ?
  3. l’accesso a internet è un diritto?
  4. social media: quali e come?
  5. verso l’open data

Dopo la mattinata, l’evento ha previsto un barcamp, devo dire molto partecipato, che poneva in essere uno scambio di punti di vista tra cittadini e Comune di Rimini.

Fin dal titolo infatti, Se fossi il Comune di Rimini, l’idea di un ribaltamento delle prospettive era evidente.

Per rendere al meglio, anche questa volta mi affido a StoriFy, aggregando i tweet che maggiormente delineano ciò che vorrei portarmi a casa.

Ora la palla passa al Comune di Rimini: le premesse ci sono, le tecnologie anche.