Fare Assieme
Una nuova generazione di servizi pubblici collaborativi — Egea
Scuole, biblioteche, strutture sociali e sanitarie che operano come luoghi di aggregazione di comunità; case del quartiere e centri culturali che erogano servizi di prossimità. Partendo da una nuova generazione di servizi pubblici collaborativi, Ezio Manzini e Michele d'Alena riflettono su come ricostruire il tessuto sociale e prendersi cura di chi è in difficoltà.
La popolazione che invecchia, i legami che si squagliano, la solitudine che aumenta, i servizi pubblici che arrancano. I segni della disgregazione sociale diventano via via più evidenti, e per contrastarli non bastano né gli sforzi dei singoli né quelli di istituzioni rimaste troppo ancorate a modelli passati.
L'analisi parte da un presupposto amaro: stiamo perdendo la capacità di collaborare. L'innovazione tecnologica e la competizione neoliberale hanno orientato le nostre aspettative verso soluzioni individuali, per persone considerate come utilizzatori e clienti isolati. Oggi i servizi pubblici si trovano a operare in un deserto sociale.
Viviamo in una società liquida, multiculturale, con sempre più famiglie composte da persone sole e con una popolazione anziana che necessita di cura e supporto diffuso e quotidiano. I servizi pubblici non sono in crisi solo perché vengono tagliati: sono stati costruiti su un modello di società che non esiste più.
Secondo Manzini e d'Alena, si deve ripartire dalla costruzione di nuovi legami sociali e dalla co-produzione dei servizi tra istituzioni e comunità.
Per informazioni e presentazioni: michele.dalena@gmail.com